L’Euro e il mito

 

In un delizioso  raccontino di sapore storico mitologico ( L’Anabasi di Tsipras) il caro amico Giulio Sapelli prosegue il suo a fondo spietato contro la cecità politico economica dei tedeschi e quasi mitizza il Leonida-Tsipras che ha saputo resistere a minacce e vere e proprie torture  nei confronti del suo popolo da parte dei demoni ordoliberisti ¹ che dirigono l’economia europea. Bello davvero.

Il punto di vista di Giulio mi pare essere questo: il problema greco/europeo non è tanto quello di applicare con rigore luterano regole stabilite in tempi ormai lontani e fortemente modificati dalla Grande Crisi di questi anni, quanto quello di accettare, ancora una volta, la logica della difesa dei blocchi geopolitici, che oggi, pur indeboliti, si configurano ancora come “gli USA e i loro amici” vs “la Russia e i suoi amici”. Ovvero. Se non vogliamo vedere la Grecia trasformarsi in una nuova, potenziale Ucraina, con il rischio di aggravare e complicare il già delicatissimo pseudo equilibrio a sud est dell’Europa, dobbiamo consolidare l’Europa stessa, riuscire a darle una forma politica consistente, a cui segua ( segua, non preceda!) un  modello economico funzionale agli interessi Occidentali. In poche parole, dice Sapelli in un altro articolo, “La questione greca – e in questi giorni si celebra l’anniversario della strage di Srebrenica – comincia dalla Bosnia, passa dalla Macedonia, va in Grecia, poi finisce a Mosca o in Turchia. Ci sono buone ragioni per pensare che i tedeschi spalancheranno le porte alla vittoria dell’Isis”. (La Germania vuole uccidere la Grecia).

Questo punto di vista mi sembra realistico e interessante. Un po’ meno realistiche mi sembrano le presunte minacce dirette che gli americani avrebbero fatto anche a Renzi, attraverso il leak ( soffiata) delle intercettazioni telefoniche  di cui si è brevemente e tangenzialmente parlato nei giorni scorsi. Ma è solo la mia diffidenza contro le teorie complottistiche che mi fa dubitare…

L’invito che il professor Sapelli fa a Renzi, di mostrare gli attributi e convocare una conferenza internazionale, “sfidando il cielo” , cadrà certamente nel vuoto, ma mi sembra che il nostro Primo ministro farebbe comunque bene a individuare una linea di politica internazionale ed economica, diritta e univoca, dimostrando di aver capito dove sta andando, con tutto il paese.

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¹ una analisi della teoria ordoliberalista la potete trovare qui: Istituto Bruno Leoni – Ordoliberalismo

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