Un esodo senza precedenti, una politica mai così debole

Immigrazione

Vent’anni fa, all’incirca, gli effetti della implosione del blocco sovietico e i primi frutti spaventosi della guerra nelle Repubbliche ex-Jugoslave cominciarono a traboccare in un’Europa apparentemente impreparata a prevederli e fronteggiarli. Si iniziò a parlare allora di “invasione di profughi”, di migrazioni di massa. In quegli anni Saskia Sassen scriveva in un suo testo razionale e illuminante “Oggi gli immigrati sono percepiti per lo più come minaccia: stranieri che vogliono entrare in paesi più ricchi di quelli da cui provengono e chiedono che siano loro aperti i cancelli, e che in caso di rifiuto li abbattono con la violenza, oppure li varcano surrettiziamente. I paesi ricchi si comportano come se di tutto ciò non portassero alcuna responsabilità o quanto meno come se subissero passivamente gli eventi. Ma è una falsa presunzione” [S. Sassen “Migranti, coloni, rifugiati. Dall’emigrazione di massa alla fortezza Europa”, Feltrinelli 1999, p. 13]  E aggiungere che per capire cosa c’è dietro alla volontà di migrare, con tutto il carico di sofferenza e straniamento che la cosa comporta (ancora non si parlava delle stragi di profughi nel Mediterraneo o sulle autostrade del NordEuropa), bisogna avere l’umiltà e la voglia di analizzare i processi economici e geopolitici sottostanti, e chiedersi in che modo  i governi, i poteri economici, i media e le popolazioni dei paesi sviluppati si trovino coinvolti in tali processi. Quel testo, inoltre, raccontava come la prosperità economica e lo sviluppo sociale dell’Europa avessero fruito, nei duecento anni passati, proprio delle migrazioni interne ed esterne al Vecchio Continente. Basti pensare alle migrazioni degli Italiani in Germania, Francia, Belgio, ma anche a quelle dei Polacchi all’interno e verso gli Stati Uniti e le Americhe e, infine, quelle degli Ebrei verso la Palestina.

Oggi la sociologa rilegge  la questione alla luce degli eventi più recenti e dà una interpretazione più drammatica e più politica che economica del fenomeno. Al quale urge dare, appunto, una risposta politica, che invece tarda ad arrivare.

Saskia Sassen sul fenomeno migrazione

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