La logica di Angela Merkel

Alberto Mingardi
Quei numeri che spiegano la mossa tedesca
La Stampa, 8 settembre 2015

… Nel 2050 si stima che l’età mediana in Europa sarà di 49 anni. Nei territori dell’Unione Europea i ragazzi al di sotto dei quattordici anni erano all’incirca 100 milioni nel 1975: dovrebbe arrivare a 66 milioni nel 2050. Secondo le proiezioni Eurostat, la quota della popolazione europea sopra gli anni 80 anni sarà il 6,3% nel 2025 e l’11,4% nel 2050.
Si riduce la natalità, dopo che nell’ultimo secolo abbiamo praticamente sconfitto la mortalità infantile e ridimensionato la mortalità in età attiva.
Saremo meno e vivremo meglio e più a lungo? Se la ricchezza fosse una torta, per cui la dimensione delle fette dipende dal numero di commensali, ci sarebbe da festeggiare. Nel corso degli ultimi trecento anni, abbiamo imparato che non è così. Il mondo forgiato dalla rivoluzione industriale ha visto andare di pari passo aumento del reddito pro capite e crescita della popolazione. «Progresso» è precisamente questo: più pane mentre aumentano le bocche da sfamare. Se le nostre condizioni di vita sono tanto migliorate, è anche perché crescita demografica e urbanizzazione – più persone e più persone che vivono assieme, che scambiano, che si mettono in condizione di dipendere gli uni dagli altri – sono state una importante leva di sviluppo.
Più persone sono «più mezzi»: significano una maggiore domanda di mercato per beni e servizi diversi. Rappresentano sorgenti di creatività, di voglia di fare, di intraprendenza.
In un’Europa che invecchia, i migranti sono un’iniezione di gioventù. L’apporto dei «nuovi europei» sarà utile a tappare le falle del nostro Stato sociale, messo in crisi dall’innalzamento della speranza di vita.
E’ chiaro che non ci sono solo opportunità, ma pure problemi. E’ difficile amalgamare culture e religioni diverse. In una società complessa, in cui il capitale umano è cruciale, i talenti vanno coltivati: è probabile che la diseguaglianza più rilevante sarà sempre più quella fra chi ha avuto accesso a una buona istruzione, e chi invece non l’ha avuto, a dispetto delle pretese egualitarie della scuola pubblica.
Il primo ingrediente di un’economia che cresce sono donne e uomini che desiderano costruirsi un futuro migliore. Aprendo le porte a 800 mila profughi, Angela Merkel non si è candidata alla santità. Ha fatto un investimento.

http://www.lastampa.it/2015/08/19/cultura/opinioni/editoriali/ma-i-migranti-sono-anche-una-risorsa-KCPJAzrWx02SlVHVmGoihJ/pagina.html

http://spogli.blogspot.it/

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