Ingrao e la sfida del cambiamento

Leonardo Paggi
Scavare nella polvere con Pietro Ingrao
intervento alla Camera dei Deputati, il 31 marzo 2015, nell’ambito del convegno dedicato a Pietro Ingrao in occasione dei suoi cento anni

Nella storia del comunismo italiano Ingrao si distingue inconfondibilmente per l’enfasi che pone su due aspetti della via italiana al socialismo. In primo luogo la consapevolezza che le sorti della democrazia sono sempre affidate non alle procedure ma ai rapporti di forza. E’ questo il nucleo autenticamente machiavellico del pensiero di Togliatti che dall’andamento catastrofico della prima metà del 900 ha ricavato la convinzione che nessuna conquista del movimento operaio possa essere considerata acquisita una volta per tutte. L’attenzione che Ingrao porta ai movimenti sociali non è movimentismo (come gli viene spesso rimproverato), ma consapevolezza che solo nel conflitto sta la possibilità di accumulare nuove risorse politiche indispensabili per una strategia di lunga lena. Nello stesso tempo c’è una attenzione costante ai profili istituzionali della forma della rappresentanza e della forma di governo, ossia una grande consapevolezza del ruolo che la forma giuridica può svolgere nell’esito del conflitto sociale. Sono accenti che accompagnano tutta la sua riflessione e la sua attività quale comincia a caratterizzarsi negli anni Sessanta. Togliatti, che nel 1961-62 ha fatto al centrosinistra decise aperture di credito, non chiudendosi in una condanna astrattamente ideologica del riformismo, afferma nel luglio del 1964, ormai a consuntivo di quella esperienza: “La sola riforma è stata quel tanto o poco di aumento delle retribuzioni che il movimento sindacale è riuscito ad imporre”. Affermazione lungimirante: nei prossimi dieci anni saranno proprio le lotte dei lavoratori, e non le formule di governo, a cambiare il volto del paese, e a introdurre decisive riforme dal basso . Il vento soffia ora nelle vele della via italiana al socialismo. E con Ingrao nasce l’ “ingraismo”, che non è una corrente (come è noto, lui voterà a favore dell’espulsione del gruppo del Manifesto con una paradossale difesa del centralismo democratico), ma un tentativo di mettere la tradizione dei comunisti italiani in comunicazione con una società che sta cambiando in modo turbinoso. Credo tuttavia che se vogliamo onorare Ingrao, ossia andare ad una considerazione non solo celebrativa e di maniera del suo profilo intellettuale e politico, sia giusto metterlo a confronto con la grande difficile sfida che si profila alla metà degli anni Settanta, quando improvvisamente si arresta il circolo virtuoso tra sviluppo capitalistico, crescita del movimento operaio e allargamento della democrazia, e la crisi di identità del partito comunista che ne deriva comincia a riflettersi specularmente nella crisi di stabilità della repubblica. Con il compromesso storico Berlinguer ha evocato la possibilità di una avventura reazionaria. Ma all’orizzonte si affaccia qualcosa di molto più radicale del tintinnare delle sciabole. Per usare il linguaggio di Montale, la storia cambia ora di binario.

http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=17568

172647213-c38eee8d-7524-457c-b60f-b978e78f4624

182328318-b8dfa6f4-0adc-421e-a390-1481a3013cc9

182326346-5750c29d-85c1-4d1a-907e-6eca69acfaae

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...