La morte di Luisa Sanfelice

Benedetto Croce
Luisa Sanfelice e la congiura dei Baccher (1888)

Luisa era leggiadrissima fanciulla, di diciassette anni, quando, nel 1781, sposava il cugino Andrea Sanfelice, che ne aveva poco pi” di diciotto. Due ragazzi: di poca testa l’uno e l’altra; lo sposo, specialmente, sciocco, fatuo, vanaglorioso, fannullone, spendereccio; con pochi mezzi, essendo egli cadetto con assegno non largo, e avendo Luisa, figliuola di un militare, recato scarsa dote. La loro vita di famiglia fu una rapida catastrofe. I tre figliuoli, ch’ebbero l’un dopo l’altro, il maschio Gennaro, e le due femmine, Giuseppa ed Emmanuela, non valsero a trattenerli nei loro disordini economici e nel vertiginoso precipitare verso le più indecorose strettezze.

E alle ore dieci del giorno dopo, 11 settembre [1800] la sventurata uscì  dal torrione del Carmine  e fu menata alla Piazza del Mercato. La commozione di tutti era grandissima. “Impietosito il popolo (scrive il Colletta) al triste fato di bella giovine donna, chiara di sangue e di sventure, solcata in viso dalla tristezza e dagli stenti, rea di amore o per amore e solamente dell’aver serbata la città  dalle stragi e dagli incendi. Ognuno la compiangeva (dice  un manoscritto del tempo), considerando le sue vicende, e la sua morte quasi a sangue  freddo”. Una scena selvaggia coronò questi ultimi istanti del feroce martirio. La Luisa, circondata e sorretta dai fratelli dei Bianchi, sali sul palco. E si facevano gli estremi preparativi, e le infami mani del carnefice l’acconciavano. Sotto il taglio della scure, quando un soldato, di quelli che assistevano all’esecuzione, lasciò sfuggire accidentalmente un colpo di fucile. Il carnefice, spaurito e già sospettoso di qualche tumulto, a questo si turbò e lasciò cadere in fretta la scure sulle spalle della vittima: sicché poi, tra le grida d indignazione del popolo, fa costretto a troncarle la testa con un coltello. Quelle povere membra, che avevano finito di soffrire i furono sepolto nella prossima chiesa di Santa Maria del Carmine . E il buon diarista, che tante notizie ci ha fornito per questa narrazione,, la sera annotava, inorridendo, nel suo diario:”SI E’POSTO IL SUGGELLO ALLA BARBARIE  E VENDETTA COLLA ESECUZIONE DELLA MOLINA  SANFELICE”.

Sanfelice, Luisa. – Gentildonna napoletana (Napoli 1764 – ivi 1800). Estranea alla rivoluzione del 1799, ebbe un salvacondotto dal cospiratore borbonico G. Baccher, che essa cedette al proprio amante Ferdinando Ferri (altri vogliono V. Cuoco); questi, informato così della congiura reazionaria, riuscì a sventarla denunciando i cospiratori. Luisa, sebbene non avesse svolto alcun ruolo consapevole negli eventi, divenne per i patrioti napoletani la salvatrice della Repubblica. Tornati i Borboni a Napoli, fu condannata a morte e giustiziata. (Treccani.it)

http://www.ibs.it/code/9788838919411/croce-benedetto/luisa-sanfelice-congiura.html

http://www.ibs.it/code/9788845914331/dumas-alexandre/sanfelice.html

http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1379:la-barbara-esecuzione-della-bella-e-innocente-luisa-sanfelice&catid=37&Itemid=28

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