Facebook e il desiderio mimetico

Francesco Guglieri
L’uomo che ha spiegato il mondo con i romanzi
Studio, 5 novembre 2015

http://www.rivistastudio.com/standard/girard-luomo-che-ha-spiegato-il-mondo-con-i-romanzi/

… Quello che Girard ci sta dicendo è che proprio là dove ci crediamo più originali, più autentici, più naturali e istintivi, più “noi”, nel desiderio, ecco, proprio lì lo siamo meno, proprio lì siamo riempiti dall’altro, da ciò che è fuori di noi. Dove ci crediamo più pieni siamo in realtà riempiti dal vuoto dell’altro. E così via, all’infinito, perché anche il desiderio dell’altro è altrettanto imitativo. Il romanzo moderno è quello in cui questa «menzogna romantica», questa illusione di originalità e pienezza, viene svelata dalla «verità romanzesca» del desiderio mimetico e messa alla berlina nella sua tragica ridicolaggine. Il tempo ritrovato, a pensarci, è proprio questa presa di coscienza di Marcel alla fine dell’opera: «Ritrovare il tempo – scrive Girard – equivale ad accogliere una verità, a fuggire la quale la maggior parte degli uomini dedica l’intera esistenza; equivale a riconoscere di aver sempre copiato gli altri per apparire originali ai loro occhi così come ai nostri. Ritrovare il tempo significa sopprimere un po’ del nostro orgoglio». A differenza dei romanzetti rosa che legge Emma, in cui c’è solo «la menzogna romantica» (che poi è ciò che si può vendere), in cui cioè la fascinazione non può mai venire meno, le «grandi creazioni romanzesche sono sempre frutto di un fascino superato. L’eroe si riconosce nell’aborrito rivale; rinuncia alle differenze suggerite dall’odio».

Girard mi ha dato gli strumenti, gli “occhiali” per vedere un po’ più chiaramente

La storia sta dimostrando una curiosa tendenza nel presentarsi due volte: la prima come tragedia, la seconda come status di Facebook. Però è evidente anche da questi pochi accenni come il genio di Zuckerberg risieda nell’aver capito come monetizzare quest’ansia di apparire originali, come trasformare il desiderio mimetico in stock options. Se questo meccanismo è abbastanza evidente, ormai, nel discorso pubblicitario – io non voglio quella cialda di caffè ma voglio il carisma e il distratto erotismo di Clooney quando sorseggia il caffè sul lago di Como – lo è un po’ meno quando ci affrettiamo a instagrammare l’ultimo libro acquistato o a strapparne qualche citazione da mettere in bacheca. O quando si cantano le lodi dei bei tempi andati in cui gli scrittori erano grandi e impegnati (e magari chi lo fa non era neanche nato). O quando si parla di purezza. O quando qualcuno tenta di venderci un voto attraverso l’odio per qualcun altro.

img_Brasserie-Lipp--Paris-1969_Henri-CARTIER-BRESSON_ref~150.002389.00_mode~zoom

Girard mi ha dato gli strumenti, gli “occhiali” per vedere un po’ più chiaramente quando questo succede. Anche quando ci siamo dentro noi, quando ci crediamo eroici e romantici paladini della letteratura che attraversano la notte parlando di Girard, e invece stiamo solo perpetuando un dolce, malinconico cliché.

https://palomarblog.wordpress.com/2015/11/05/il-desiderio-la-violenza-e-il-sacrificio/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...