Vacca marxista ratzingeriano

La piazza cattolica [del Family day] le è sembrata più consapevole dei «grandi scenari»?
«Lì si è manifestato un denominatore comune, la nostra civiltà cristiana. È una grande eredità».

Questo ha dichiarato Giuseppe Vacca al Corriere della Sera. Ecco come il giornalista Massimo Rebotti presenta il personaggio: “Nel 2012, insieme ad altre figure di riferimento della sinistra, come Mario Tronti e Pietro Barcellona, [Giuseppe Vacca] firma un documento sulla «emergenza antropologica»: si sostiene che esistono «valori non negoziabili» e si apprezza l’impegno della Chiesa, allora di Benedetto XVI, per difenderli . Ai firmatari viene affibbiata l’etichetta di «marxisti ratzingeriani».

Si potrebbero obiettare tante cose, da un punto di vista laico o cristiano adulto per non dire socialdemocratico o socialista. La tradizione comunista è meno limpida in proposito, ma non crediamo che sia questo il suo tratto migliore. Limitiamoci a presentare un punto di vista cristiano. Non cristiano ratzingeriano, cristiano.

Ecco cosa ha scritto Barbara Scaramucci, il 31 gennaio scorso:

“Per due giorni consecutivi, ieri e oggi, l’Osservatore Romano non apre e non dedica editoriali al family day. Nell’edizione odierna, mentre tutti gli altri quotidiani italiani hanno in prima pagina con molto risalto la manifestazione del family day a Roma, il quotidiano della Santa Sede sceglie di aprire sulla prima udienza giubilare di Papa Francesco, per poi dare spazio al dramma dei migranti, alla Nigeria e alla Siria. Nelle pagine interne un piccolo articolo dal titolo “un giorno per la famiglia”, resoconto non firmato della manifestazione romana.
Non c’è stata nessuna campagna dell’organo della Santa Sede in queste settimane: Papa Francesco ha detto che la famiglia voluta da Dio è diversa da quella di fatto (ma sarebbe logico pensare che il capo della cattolicità si affacciasse dal balcone di San Pietro per dire il contrario?), tutto il resto è stato gestione dei vescovi, della maggioranza della CEI (e infatti diversa è la linea scelta da “Avvenire”), che in altri anni aveva avuto sostegno da altri pontefici al punto che la santa sede aveva platealmente fiancheggiato manifestazioni analoghe, non solo ai tempi – ormai storicizzati – del divorzio e dell’aborto.
Chi scrive che questa vicenda segna la fine del “cattolicesimo adulto” (felice espressione coniata anni fa da Romano Prodi) si sbaglia. Il cattolicesimo adulto è quello che ha visto approvare nel mondo centinaia di leggi sulle unioni civili e le adozioni (che ovviamente possono non riguardare un cattolico osservante) e ha constatato come non si sia scatenato per questo un decadimento morale della società, decadimento spesso ben più insidiato dalla “famiglia naturale” dove capita di assistere a stragi, omicidi, femminicidi, violenze di ogni tipo.
Il cattolico adulto sa che il rispetto del diritto di un altro che non la pensa come lui è il rispetto per il suo stesso diritto, sa che la solidarietà e la generosità sono gli insegnamenti del vangelo e il resto…è curia! Ma oggi non più: il primo cattolico adulto è Papa Francesco, nonostante la curia!”

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Che dire? Giuseppe Vacca sembra difendere in realtà una certa civiltà cattolica, non la civiltà cristiana. Quanto alla laicità essa sta veramente da un’altra parte. Con i difensori del ddl Cirinnà, per esempio.
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Nella foto un incontro tra Carol Tarantelli e il presidente Napolitano.

 

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