Cleopatra com’era

Luca Canali
intervistato da Luigi Offeddu
Corriere della Sera, 12 ottobre 2000

… chi era veramente Cleopatra l’ egiziana? «Non era egiziana, intanto. Bensì macedone. Aveva il sangue macedone dei Tolomei. E poi era una donna straordinaria, questa è la verità». Luca Canali, latinista e scrittore, autore del «Diario segreto di Giulio Cesare» e altri saggi sull’ antichità, della regina sa molto. A cominciare dai «perché» del suo mito durato millenni: «Bé, una donna affascinante e coltissima che si legò al dito Cesare, l’ uomo più grande di tutta la storia, e poi Marc’ Antonio, uno degli uomini più potenti del suo tempo, non doveva diventare un mito? E lei, quei due, li amò appassionatamente. Appassionatamente riamata». E un po’ scostumata? «No. Come amante, si diede solo a Cesare e Antonio. Almeno, che sappiano gli storici. La storia non l’ accusa di essere stata una prostituta. Casomai, di avere usato quei due». Una gran furbacchiona? «No. Una donna di potere, questo sì. Ma alla fine, i suoi due grandi amanti non li usò neppure. Cesare finì ammazzato, Antonio si suicidò. Lei, anche». Con il morso dell’aspide: una leggenda? «No. E quel rettile, non lo scelse a caso: era un simbolo regale. Lei cercò una morte da regina». Era davvero bellissima? «No. Ma piena di fascino, sì. Conosceva la letteratura, parlava diverse lingue. Quando Cesare la conosce, lui ha 50 anni e lei 17: si immagina l’effetto? Anche se Cesare era uno che, come dire, le donne a letto le praticava moltissimo. Ma lì, fu il colpo di fulmine. Tanto che lui rischiò perfino la vita». Come? «Succede ad Alessandria. Lui è stordito da questa giovinetta, con lei vicina dimentica tutto. Veleggiano insieme sul Nilo, con barche stupende. Poi, al palazzo, Cesare non ha con sé le sue guardie del corpo. E così, quando la fazione anti-Cleopatra dà l’assalto alla reggia, lui si butta in mare: e raggiunge le sue navi nuotando, con il mantello fra i denti. Eh, l’amore…». Chi è la Cleopatra del mondo d’oggi? «Forse le somiglia Benazir Bhutto. Ma poco, davvero. Una donna potente è stata Maggie Thatcher. Ma per carità: in confronto a Cleopatra, una salumaia».

l’immagine fisica

British Museum

Viso ovale, naso lungo, grandi occhi e labbra leggermente rivolte all’ ingiù. Espressione di grande potere. Tutto il contrario dell’iconografia che per secoli ha rappresentato Cleopatra come amante piuttosto che come regina: labbra carnose, un naso molto più marcato e originale tanto da diventare di per se stesso un elemento di seduzione, capelli sciolti sulle spalle, busto prosperoso. Un’iconografia influenzata dalla statua di una donna con il busto riverso languidamente all’ indietro e un braccialetto a forma di serpente, che fu esposta nel 1520 in Vaticano e diventò modello per gli artisti fino alla fine dell’ 800, quando si scoprì che non era Cleopatra ma la cretese Arianna.

Altes Museum Berlin
Federica Rocca

Cleopatra nel cinema: echi storici, mitologici, letterari e culturali
Hildegard Neil, nella pellicola del 1972, mostra il personaggio più verosimile a quello storico: mancano gli elementi faraonici che rientrano nella nostra visione stereotipata, perché c’è una scrupolosa attenzione al secolo di Cleopatra. La Regina d’origini macedoni aveva uno stile più greco che faraonico, portava abiti lunghi morbidamente drappeggiati, di colori tenui e in tessuti fluidi. L’acconciatura che si vede nel film è credibile: i lunghi capelli neri sono raccolti con una coroncina di fiori, altre volte in uno chignon, altre lasciati morbidamente cadere sulle spalle.
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