Gesuiti e comunisti: una analogia

Massimo Bucciantini
La fabbrica delle vocazioni
Prosperi ricostruisce la storia collettiva dei gesuiti, l’ordine basato sulla chiamata divina e sull’obbedienza per salvare la Chiesa
Il Sole 24ore, domenica 1 maggio 2016

… Inventare la perfezione. Come trasmetterla ai nuovi membri delle generazioni future. Di questo si trattava. E da questo punto di vista le pagine dedicate al gesuita spagnolo Girolamo Nadal sono esemplari. Fu lui, nel 1553, insieme al confratello Juan Alonso de Polenco, a sollecitare Ignazio a raccontare l’esperienza spirituale della sua vita. E fu ancora lui, negli anni 1561-62, a correre in lungo e in largo per l’Europa per spiegare a chi voleva farsi gesuita quali fossero le ragioni profonde di una simile scelta, tenendo prediche, esponendo le Costituzioni, interrogando novizi e padri provinciali, distribuendo questionari tra tutti i membri della Compagnia, rafforzando in loro fiducia ed entusiasmo. Si trattò – scrive Prosperi – «di un vasto censimento, una vera e prova capitale per un organismo giovane e in crescita rapida, esposto al pericolo della dispersione ma ancor più a quello dei dubbi e delle crisi individuali».
Un’ultima annotazione prima di chiudere. Probabilmente questo libro non esisterebbe se chi lo ha scritto, per sua stessa ammissione, non avesse letto il saggio di Marco Boarelli, La fabbrica del passato. Autobiografie di militanti comunisti (1945-1956) (Feltrinelli), in cui sono messe in evidenza le strette somiglianze tra i metodi educativi dei Gesuiti e le scuole di formazione politica istituite dal Partito comunista nell’Italia degli anni Cinquanta, «tra le autobiografie orali e scritte dei militanti comunisti e le domande previste nell’“Esame generale” a cui la Compagnia sottoponeva i candidati». Simili debiti di riconoscenza non rappresentano una novità. Ma spesso le fonti d’ispirazione vengono ricordate in modo fugace nella pagina dei ringraziamenti oppure finiscono per essere seppellite in qualche sperduta nota per iniziati. Dichiararlo nelle pagine di apertura è la cifra di uno stile, di un modo di fare storia cui siamo sempre meno abituati.

IL LIBRO Adriano Prosperi, La vocazione. Storie di gesuiti tra Cinquecento e Seicento, Einaudi, Torino 2016, pagg. XIX, 250, € 30

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