Natascia

Parliamo di Guerra e pace, naturalmente.

È primavera, “il periodo caldo della primavera”, alla metà di maggio. Il principe Andrej, per proprie “questioni concernenti l’amministrazione dei beni di Rjazan, doveva incontrarsi con il governatore del distretto” (I, 3, II). Questi era il conte Rostov, padre, sappiamo, di Nikolàj e di Natascia. Così Andrej va, in carrozza, nella dimora di campagna dei Rostov, a Otràdnoe. Arrivando, tra gli alberi, “si udirono voci e gridi gioiosi femminili ed egli scorse un gruppo di fanciulle che correvano…” e tra queste “una ragazza dai capelli neri, molto esile, dagli occhi neri… Era una bella giornata, il sole splendeva, tutto spirava allegria… e quella fanciulla magra e graziosa… soddisfatta e lieta di una sua propria vita… gioiosa e felice…” (II, 3, II) lo colpisce profondamente. È Natascia, la figlia più giovane di Rostov, ora non più bambina d’età, ma ancora fresca e bambina nell’animo. Quella notte, ospite in casa loro, Andrej, dalle finestre aperte della camera da letto, sente Natascia (“ne sentiva il fruscio del vestito e persino il respiro”) fantasticare ad alta voce, incantata dalla notte bellissima, dalla luna splendente nel cielo, dalla gioia di vivere, dalla giovinezza… (Ugo Randone)

Sonja! Sonja! – si udì di nuovo la prima voce. – Ma come si può mai dormire? Ma guarda che bellezza! Ah che bellezza! Ma svègliati, Sonja! – disse la fanciulla con le lacrime nella voce. Una notte così bella non c’è stata mai, mai!

E arriviamo alla data del 31 dicembre 1809: a Pietroburgo. C’è un gran ballo in casa di un alto dignitario. Al ballo c’è il sovrano, c’è Pierre con la moglie Elèna, con cui nel frattempo, deluso dalla massoneria, è tornato a vivere, c’è l’intera famiglia Rostov, c’è Andrej. Natascia, ormai sedicenne, ormai in età di matrimonio, raggiante e felice “poetica, piena di vita e di fascino” (II, 3, XIX), è al suo primo ballo ufficiale. Andrej e Natascia ballano e “Natascia era felice come non lo era mai stata in vita sua” (II, 3, XVI). (Ugo Randone)

“Da un pezzo io ti aspettavo”, pareva che dicesse quella fanciulla spaurita e felice, col suo sorriso che spuntava fra le lacrime già pronte, alzando la mano per posarla sulla spalla del principe Andrej. Essi erano la seconda coppia che entrava nel circolo. Il principe Andrej era uno dei migliori ballerini del suo tempo. Natascia ballava mirabilmente. I suoi piedini, nelle scarpine di raso, pareva si sollevassero rapidi e leggeri, indipendentemente da lei, e il suo volto raggiava per l’entusiasmo della felicità […] Il suo collo e le sue braccia erano di una magrezza infantile, non belle. Paragonate con le spalle di Elèna, quelle di Natascia erano gracili, il seno non formato, le braccia sottili; ma su Elèna pareva si fosse posata la patina di tutte le migliaia di sguardi che avevano sfiorato il suo corpo, mentre Natascia aveva l’aspetto di una bimba che per la prima volta indossava un abito scollato, una bimba che si sarebbe vergognata di mostrarsi così se non l’avessero convinta che così era necessario fare.

Al principe Andréj piaceva ballare e, desideroso di liberarsi al più presto sia delle conversazioni politiche e sapienti che tutti intavolavano con lui, sia della timidezza che lo indispettiva, cagionata dalla presenza del sovrano, si era messo a ballare e aveva scelto Natascia, perché Pierre gliel’aveva indicata e perché era stata la prima donna graziosa a cadergli sotto gli occhi; ma non appena ebbe stretto quel busto sottile ed agile e Natascia cominciò a muoversi così presso a lui e gli sorrise così vicino, l’aroma della sua grazia gli salì alla testa; e mentre, riprendendo fiato e lasciandola, si fermava a guardare le coppie che ancora ballavano, si sentì ringiovanito e pieno di vita.

Ростова_пастернак

#‎Nataša‬ resta uno dei personaggi preferiti da ‪#‎Tolstoj‬ ed è la figura più attraente e, al contempo, la più intelligibile del romanzo (soprattutto nella prima parte); è inoltre la più viva rappresentante di quel mistero dell’infanzia che il romanticismo invano aveva tentato di liricizzare. Il primo incontro del lettore con Nataša avviene attraverso la sua descrizione fisica (VIII cap., I parte, I volume): «La ragazzina, con occhi neri e una bocca troppo grande, non era bella, ma era piena di vita». Un certo alone di ingenuità l’avvolge anche nel periodo dell’adolescenza, caratterizzato da espressioni passionali di gioia e di dolore, di commozione e affetto. Nel mondo adulto tratteggiato da Tolstoj, la guerra e la pace si alternano con tragica inutilità, e risulta difficile per Nataša adolescente comprenderlo ed entrarvi a sua volta. Preludio a una scena tra le più belle del romanzo sono i preparativi al ballo di Jogel’, che inaugura l’anno 1810, durante il quale Nataša, dopo due anni vissuti nella tenuta patema a Otradnoe, si trasferisce a Pietroburgo. Ha sedici anni e per la prima volta indossa un abito lungo; la sua felicità coinvolge tutti e in primo luogo il principe Andrej Bolkonskij, al quale, «come a tutte le persone cresciute in società, piaceva incontrare persone che non portassero la banale impronta del gran mondo. Tale era Nataša col suo stupore, la sua gioia, la sua timidezza e anche con i suoi errori di francese. Egli si comportava con lei e le parlava in modo particolarmente tenero e attento. Seduto accanto a lei, discorrendo con lei sugli argomenti più futili, il principe Andrej ammirava lo splendore gioioso degli occhi e il sorriso della giovane che non si riferiva a parole udite, ma alla sua felicità interiore».
Letteratura europea Utet http://letteraturaeuropea.passioneperlacultura.it/index.php/personaggi/483-natasa-rostova

https://nonsoloproust.wordpress.com/2008/03/25/la-danza-di-natasha-orlando-figes/ Qui però il riferimento è alla parte IV del secondo libro, capitolo VII.

 

 

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