Costruire posti di lavoro

Federico Butera, Un futuro professionale per tutti, Il blog di Federico Butera, 6 febbraio 2016

Costruire posti di lavoro: è questa l’emergenza delle economie europee e italiane. Rimuovere vincoli e incentivi alle imprese sono l’oggetto principale delle politiche pubbliche: modifiche normative, fiscalità, politiche attive del lavoro, formazione e altro.

Ma quali organizzazioni e lavoro si vogliono sviluppare: l’impresa chandleriana, la burocrazia weberiana, le occupazioni industriali del taylor fordismo non sono più un madelloe talvolta neanche una realtà : non è possibile creare lavoro dentro questi sepolcri. Entro quali nuovi sistemi di organizzazione e di lavoro dovrebbero fiorire i nuovi lavori e i nuovi posti di lavoro?

E poi attraverso quali percorsi di job and organization design: organigrammi e mansionari emanati dagli uffici organizzazione, contrattazioni sui tempi e cottimi non esistono più. Quali metodi e percorsi comprensibili, condivisibili e magari condivisi possono essere attivati per generare nuove organizzazioni e nuovi lavori?

La politiche pubbliche avranno effetti rilevanti solo se i posti di lavoro e le organizzazioni create saranno “di qualità”, ossia a) capaci di aumentare la competitività delle imprese e l’efficacia delle pubbliche amministrazioni e b) in grado di assicurare alle persone occupabilità, sicurezza, identità, qualità della vita di lavoro. Non solo: ciò avverrà solo se, insieme a nuovi modelli di impresa e di lavoro, verranno attivati nuovi percorsi virtuosi per progettare, sperimentare e formare le persone. Soluzioni e percorsi di qualità esistono già nei molti casi esemplari di successo : essi vanno valorizzati insieme ai modelli che essi incarnano affinché essi siano diffusi e condivisi fra imprese, governo, istituzioni educative, sindacati, organi di stampa.

Quattro paradigmi chiave su cui lavoriamo da anni, quattro driver per la creazione di lavori di qualità: l’impresa integrale ossia quella che armonizza obiettivi economici e obbiettivi sociali, come fu la Olivetti di Adriano Olivetti e come oggi sono Zambon, Cucinelli, Loccioni e moltissime altre; le imprese rete e le reti di imprese governate ossia la progettazione e sviluppo di reti di imprese che potenzino la differenziazione produttiva e valorizzino le piccole e medie imprese oltre che le grandi imprese, come Boeing, Benetton, ST Microelectronics ieri e oggi la SCM, la IMA, Eataly e molte altre; la riorganizzazione delle singole Pubbliche Amministrazioni e il nuovo sviluppo locale ossia un percorso programmato di reinventing governement di singole amministrazioni centrali e locali che sviluppi servizi di qualità a basso costo in una forte relazione con i territori e le imprese, come il comune di Reggio Emilia, il tribunale di Monza, i nuovi Poli museali e un gran numero di altri; e infine lavori di qualità sono le professioni di servizio nelle organizzazioni ossia professioni nuove e rinnovate nelle imprese, nelle Pubbliche amministrazioni e nelle unità di lavoro autonomo. Esse realizzano in modo eccellente processi di produzione di beni e di servizi e soprattutto attivano contributi di servizio all’esterno all’interno delle organizzazione , contributi basati sulla conoscenza che diano elevati contributi nei settori trainanti dell’economia, rafforzino le identità professionali delle persone, assicurino una buona Qualità della Vita di Lavoro. Pensiamo a lavori di qualità svolti da dirigenti, quadri, impiegati, operai che mettono del lavoro saper fare e saper offrire: ad esempio i knowledge owner dell’ENI, le professioni di servizio dell’INPS, le professioni sociali, gli “artigiani digitali” dei FAB LAB, i professionisti della meccatronica dell’Emilia Romagna e molti altri. Esse possono essere la locomotiva di un futuro professionale per valorizzare posti di lavoro esistenti e progettarne dei nuovi . Come? Rafforzare i risultati di servizio ottenibili, la qualità delle relazioni, le prassi operative, le competenze e le potenzialità delle persone, “the workplace within”.

 

Approfondimenti:

Service professions oltre il mito dell’artigiano, Studi Organizzativi, 1 2014

Il metodo di analisi del lavoro, Studi Organizzativi, 2 2009

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