Su ciò di cui non si può parlare

Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 1921, trad. it. A.G. Conte, 1964

Tutto il senso del libro si potrebbe riassumere nelle parole: Quanto può dirsi, si può dire chiaro; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere. (Prefazione dell’autore)

Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere. (asserzione 7, parole conclusive del testo).

 

Boileau, L’Art poétique, 1674

Avant donc que d’écrire, apprenez à penser.
Selon que notre idée est plus ou moins obscure,
L’expression la suit, ou moins nette, ou plus pure.
Ce que l’on conçoit bien s’énonce clairement,
Et les mots pour le dire arrivent aisément.

 

Sergio Moravia, La filosofia e il suo ‘altro’, 2003

Se la realtà, proprio perché aconcettuale, è indicibile (indicibile, intende Adorno, con i linguaggi tradizionali), allora nasce il paradosso, caro a Wittgenstein, secondo cui si vorrebbe esprimere quello che non sembra si possa esprimere. Orbene, per Adorno, “il lavoro della filosofia consiste appunto nel districare tale paradosso”, un lavoro possibile e in ogni caso da tentare … (Dialettica Negativa, 9)

 

T.W. Adorno, Minima moralia, Einaudi, Torino 1954, trad. Renato Solmi

I n t e l l e c t u s   s a c r i f i c i u m  i n t e l l e c t u s. … con la crescente oggettivizzazione del mondo, il senso oggettivo delle conoscenze si è sempre più svincolato dal loro fondo impulsivo; e la conoscenza manca al suo compito, quando la sua attività oggettivante resta sotto l’influsso dei desiderî. Ma se gli impulsi non sono superati e conservati nel pensiero che si sottrae a questo influsso, non si realizza conoscenza alcuna, e il pensiero che uccide suo padre, il desiderio, è colpito dalla nemesi della stupidità. … La fantasia, oggi assegnata alla sfera dell’inconscio e proscritta dalla conoscenza come rudimento acritico e infantile, è quella che. in realtà, stabilisce il rapporto tra gli oggetti, in cui ha origine, per forza di cose, ogni giudizio: espulsa la fantasia, è esorcizzato anche il giudizio, il vero atto conoscitivo. … Una volta cancellata l’ultima traccia emozionale, non resta, del pensiero, che l’assoluta tautologia.

 

Theodor W. Adorno, Philosophische Terminologie I (Frankfurt am Main: Suhrkamp Verlag, 1973). pp. 55-56:

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