Madame Récamier

Récamierrèkami̯é›, Juliette (propr. Jeanne-Françoise-Julie-Adélaïde R., nata Bernard). – Gentildonna francese (Lione 1777 – Parigi 1849). Figlia di un banchiere, sposò nel 1793 il banchiere Jacques Récamier. Donna brillante e intelligente ma non coltissima, durante il Consolato aprì il suo salotto alla migliore società parigina. Non ebbe profondi interessi politici, ma l’amicizia con la Staël e le opinioni dei suoi ammiratori le guadagnarono l’inimicizia di Napoleone, tanto che questi le impose di allontanarsi da Parigi (1811). Trascorse il suo esilio a Châlons-sur-Marne, a Lione, in Italia. Caduto Napoleone, riaprì il suo salotto a Parigi, e nel 1819 lo trasferì all’Abbaye-aux-Bois; ma le amicizie per B. Constant, per P.-S. Ballanche e infine per Chateaubriand avevano mutato l’atmosfera di coquetterie che la R. aveva mantenuto nei precedenti suoi salotti, indirizzandola verso interessi più decisamente letterarî. (Treccani)

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Jacques-Louis David, 1800

Il matrimonio in bianco. Si erano sposati a Lione nel 1793, l’anno terribile dell’inizio del Terrore: Juliette aveva quindici anni, Jacques Récamier quarantadue. Fu e restò un matrimonio in bianco. Jacques aveva amato sua madre, Marie Bernard e vi è, perfino, chi ritiene che Juliette fosse sua figlia. Lui, comunque, l’amava come tale, e, in quei momenti tremendi, vedendo le teste di tanti amici rotolare, di giorno in giorno, nel paniere della ghigliottina e, sentendosi minacciato da vicino, aveva pensato che un matrimonio fosse il mezzo più sicuro per garantire alla figlia di Marie Bernard la sua ricca eredità. (Daniela Zini)

Gerard-Mme Recamier- Carnavalet
François Gérard, 1805

Il fascino di Madame Récamier consisteva in una bellezza non clamorosa, ma piena di soavità e di candore. La figlia adottiva, che ne raccolse le Memorie, ricorda la sua figura snella ed elegante, la bocca piccola e vermiglia, i denti di perla, le braccia sottili, il naso delicato e molto francese, i riccioli naturali dei capelli castani, lo splendore della carnagione, che rendeva irresistibile quel volto tutto innocente malizia. (Daniela Zini)

Françoise Wagener,  Madame Récamier : 1777-1849, Lattès, Paris, 1986.  544 p. Istituto Piemontese A. Gramsci, Collocazione: CA.G.22409.1869 

Uno specialista di Madame Récamier era poi Edouard Herriot, a lungo sindaco di Lione e presidente della Camera dei deputati (o Assemblea Nazionale) sotto la Terza e la Quarta Repubblica.  http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89douard_Herriot

Magritte-Perspective-Ottawa
René Magritte, 1951

Che senso ha quella bara a angolo retto? Il quadro contiene in modo evidente una citazione e un richiamo. Non si può non pensare a un David ricopiato con cura. Perfino i cuscini sul divano sono al loro posto. Una sola differenza, e non da poco: là dove era amabilmente distesa la signora Récamier c’è ora una bara geometricamente disposta, in stile Impero. E della signora non rimane più che la stola abbandonata e come viva nel disordine casuale del drappeggio. Gioventù e bellezza passano, siamo tutti mortali. Magritte in fondo è un iconoclasta rispettoso delle forme. E anche capace di richiamare per l’occasione alla memoria il ciclo della vita.

 

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