Guido Gozzano in India

Verso la cuna del mondo. Lettere dall’India, 1917
incipit
LE GROTTE DELLA TRIMURTI
Garapuri: “città degli antri” o Deva Devi, “isola degli Dei”: è forse la più bella gita che offra Bombay, certo quella che unisce in minimo spazio i motivi esotici più interessanti pel forestiero. Ma difficilmente un inglese, un nativo tanto meno, la propone al suo ospite; trova di miglior gusto condurvi alla spettacolosa sala di skating (sì, hanno il coraggio di darsi a questo sport, con una temperatura minima di trenta gradi), o all’unica matinée che dà la Cleo De Merode, di passaggio per Bombay alla volta del Siam, con un plutocrate innominato, o al gigantesco teatro cinematografico dell’Esplanade, dove al soffio – ohimè! vano – di trenta ventilatori la vostra nostalgia d’italiano sussulta vedendo apparire a sfondo di qualche film poliziesca il Canal Grande, il Pincio, il Valentino. Ma veramente non si viene in India per questo. Non è facile l’arte del Cicerone perfetto, del duca ideale nel proprio paese; le cose vicine, anche bellissime, non si vedono più; e l’inglese non pensa a farvi vedere l’isola d’Elefanta, come noi italiani esitiamo prima di proporre la baedekeriana gita a Capri, a Monreale, a Superga. Gli inglesi vanno ad Elefanta per due cose soltanto: mangiare e fare all’amore. Il vaporino che supera le sei miglia di mare dall’isola di Bombay all’isola d’Elefanta, è in gran parte occupato da famiglie merendanti e da coppie amorose:viaggio al paese di Cuccagna, embarquement pour Cithère
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