Dove sta la ragione?

Dove sta la ragione? Nell’atteggiamento del pubblico, nella scelta del disegnatore, nella didascalia della vignetta o nel sessismo dilagante che porta a trovare tutto normale? In vario modo Stefano Feltri e Michele Serra invitano a non caricare i toni.

Stefano Feltri

Nel torpore d’agosto che a tratti contagia anche i social network, si accende una fiammata di indignazione. La scatena la vignetta che ha pubblicato oggi in prima pagina Il Fatto Quotidiano, un disegno di Riccardo Mannelli: c’è Maria Elena Boschi che parla, si immagina a una festa dell’Unità o in un comitato del “Sì”, e una frase a commento: “Riforme – lo stato delle cos(c)e”.

Le vignette di solito non si spiegano, a volte il senso è proprio nell’ambivalenza o nel paradosso, ma faccio un tentativo. Mannelli, per come la vedo io, gioca sul fatto che vista la scarsa capacità della Boschi di argomentare la propria riforma, in quei dibattiti molti spettatori finiscono per concentrarsi più sullo stato delle cosce che sullo stato delle cose. Dinamica che, a giudicare dai commenti che ho sentito in un paio di interventi pubblici della Boschi, non esiste soltanto nella testa di Mannelli.

Una vignetta sessista? Forse, ma se la mia interpretazione è corretta – ovviamente ognuno può dare la sua – il tema non sono tanto le cosce della Boschi quanto le reazioni degli spettatori ai suoi comizi. Ma poco importa.

… è proprio vero che la Boschi non argomenta? O ciò che viene detto non prevale sempre su ciò che viene mostrato? La bellezza è un fattore che attrae o distrae, andando al di là delle idee esposte.

Michele Serra

… La ministra Boschi paga pegno alla sua bellezza, citata quasi mai a proposito ma di evidente ingombro quando si è sul palcoscenico del potere. Capitò anche ai maschi: l’avvenente onorevole Casini fu preso per i fondelli reiteratamente da Neri Marcorè
(e sulla televisione pubblica, per giunta) come seduttore da strapazzo delle elettrici. Un ganimede senza idee ma molto ben pettinato. Non era mica vero, però: infatti era satira. Non è vero neanche che Boschi si sia fatta largo per meriti estetici: infatti è satira.

 

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