E il centrosinistra che fa?

Emanuele Macaluso

LA NUOVA ONDATA DELLA DESTRA. MA IL CENTROSINISTRA CHE FA? 

 

Giovanni Orsina, professore di storia contemporanea, ha scritto su la Stampa un articolo nel quale ci ricorda che dopo quasi quarant’anni dalla elezione della Thatcher e Reagan, la Brexit e l’ascesa di Trump alla Casa Bianca “rimettono il mondo anglosassone all’avanguardia dei processi di trasformazione della destra politica in Occidente”. Orsina esamina diffusamente le ragioni di fondo che hanno determinato questa situazione, così riassunte: “Col prolungarsi della crisi l’area elettorale che né la destra né la sinistra riuscivano a coprire – quella di chi per interesse, timore o scelta ideologica chiedeva una frenata politica sulla via dell’individualismo e dell’internazionalismo – è venuta crescendo sempre più. A tal punto che è riuscita infine ad attrarre su di sé e fagocitare sia i conservatori inglesi sia i repubblicani americani. Generando un terremoto politico paragonabile a quello del ’79-’80”. Tuttavia, lo stesso Orsina nota che al voto ha contribuito anche un elemento che sommariamente è stato definito “di pancia, dell’irragionevolezza e dello spregio”. L’insieme tende a forti ripiegamenti nazionalistici. Questo è stato il senso della Brexit, e questo è il messaggio che si ritrova nelle parole di Trump. Un ripiegamento che si è già visto in Europa con i muri che si ergono in tanti paesi e la crisi dell’unità europea. Orsina ricorda che Berlusconi, nel 1994, si inserì apertamente nell’onda lunga di destra seguita ai successi di Thatcher e Reagan. E oggi vediamo che la destra che c’è, non solo quella leghista di Salvini ma anche tanti berlusconiani, si muovono per inserirsi nell’ondata di oggi. Cosa che fa, con più prudenza, lo stesso Berlusconi in un’intervista al Corriere. E lo fa, con i suoi metodi, anche Grillo.

C’è da chiedersi: e la sinistra cosa fa? E cosa farà? Intanto si lacera sul referendum, sul quale la destra e i grillini sono compatti, e non si legge nessuna analisi per delineare una prospettiva. Nei primi anni Duemila il centrosinistra reagì con l’Ulivo di Prodi e Veltroni, e conseguì anche dei successi. Oggi, il PD così com’è può reagire all’ondata della destra? Non credo. Non solo perché, come ho detto anche ieri, il centrosinistra è diviso sulla riforma costituzionale, ma perché non si intravede nessuna iniziativa per riaprire un confronto costruttivo per il domani del centrosinistra. Ha tentato, quasi isolatamente, Cuperlo, ma lo hanno bistrattato gli intransigenti del No, mentre Renzi non spende una sola parola per dire che le proposte di modifica della legge elettorale, che riaprirebbe un confronto costruttivo con tante persone e gruppi del centrosinistra, sono realmente le proposte sue e del PD.

12 novembre 2016

http://machiave.blogspot.it/2016/11/trump-e-la-sinistra-europea.html

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