Se Cappuccetto Rosso fa paura

Alice Airola

Chi ha paura del lupo cattivo? Io! Gridano i bambini. E chi ha paura di Cappuccetto Rosso? Cappuccetto Rosso rappresenta l’infanzia e l’innocenza, la bontà ingenua di un bambino che si scontra con il male del mondo adulto al quale è estraneo; Cappuccetto Rosso non fa paura. Forse nelle fiabe, perché nella realtà anche Cappuccetto Rosso può far paura.

É recente la notizia di tre bambini di 5, 6 e 8 anni rispettivamente che hanno seviziato due fenicotteri nello zoo Jihlava in Repubblica Ceca, provocando la morte di uno di questi. Pazzesco, verrebbe da dire, sono bambini, come può un bambino fare una cosa del genere? Eppure, a ben vedere, non sono così rari i casi di bambini che si macchiano di crimini, talvolta davvero atroci. Chi non ricorda lo sconvolgente caso dell’omicidio di James Bulger? Il 12 febbraio del 1993 il piccolo James, di soli due anni, scomparve da un centro commerciale di Bootle nel quale si trovava con sua madre. Il suo corpo mutilato venne ritrovato due giorni dopo sui binari di una linea ferroviaria a Walton. A rendere ancora più atroce un caso che di per sé è già abominevole è l’identità dei due assassini di James: due undicenni, Robert Thompson e Jon Venables, vennero accusati dell’omicidio e arrestati. La storia appena raccontata non è certo un caso isolato. Siamo sempre in Inghilterra ed è il 1968 quando Mary Bell, una ragazzina di appena 10 anni, strangola un bambino di quattro anni. Pochi mesi dopo, aiutata da una sua michetta, ripete il macabro rituale uccidendo un altro bambino di tre anni. Spostandoci in Giappone, nel 2004, come non citare il celebre caso di Nevada Tan? La ragazzina di undici anni che sgozzò una sua compagna di classe con un taglierino, abbandonando poi il piccolo cadavere accanto ai banchi di scuola, completamente ricoperto di sangue.

Questi non sono che alcuni dei più celebri e scioccanti casi di brutale violenza che coinvolgono bambini, non nella parte delle piccole vittime innocenti come si è abituati a pensare, ma nel ruolo di crudeli carnefici. Le ragioni che possono condurre un bambino a commettere azioni tanto odiose sono molteplici e troppo variegate per essere trattate approfonditamente in questa sede. Con una propensione individuale all’uso della violenza si intrecciano, non di rado, ambienti familiari fortemente disturbati che introducono i bambini all’uso della violenza estrema come unico linguaggio sociale possibile, nonché come sfogo di frustrazioni personali e strumento di rivincita nei confronti di episodi vittimizzanti subiti senza possibilità di difesa. Ciò su cui è interessante riflettere è l’enorme sgomento sociale che questi casi provocano. Quest’ultimo è direttamente connesso allo stereotipo che vorrebbe i bambini come portatori di innocenza e bontà d’animo senza eccezioni, qualunque cosa accada. Ma la realtà è molto lontana da questa concezione dell’infanzia immacolata e pura: i bambini educati alla violenza saranno bambini e adulti violenti. La rabbia e le altre emozioni negative e violente dei bambini che restano inascoltate e che, talvolta, vengono addirittura sminuite o punite potranno, in un futuro nemmeno troppo prossimo, trasformarsi in violenza cieca. Lo psicologo Daniel Goleman, uno dei massimi esperti di intelligenza emotiva dei giorni nostri, sostiene che aiutare i bambini a riconoscere le proprie emozioni e gestirle, senza punizioni eccessive o atteggiamenti denigratori sia la chiave per crescere giovani empatici nonché adulti avversi a qualunque forma di violenza. Perché ciò sia possibile è opportuno saper riconoscere i bambini per quel che sono, persone avvezze al bene come al male, superando quegli schemi mentali che vorrebbero Cappuccetto Rosso estranea ad ogni forma di violenza verso il prossimo.


 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...