Boutade

Vanno bene le fake news. Si sovrappongono, fanno rumore e non si capisce cosa accade. Vanno bene gli insulti e le ingiurie a questi a quelli. Un giorno saranno un titolo d’onore per le vittime. Non vanno bene gli insulti alla sintassi e al vocabolario. Perché in questi casi non c’è nessuna verità nascosta. Se tu calpesti le regole, o mostri di ignorare il significato delle parole, l’errore è subito evidente agli occhi di chi quelle regole e quelle parole conosce. Vediamo come si è espresso il ministro Di Maio oggi.

Nessun Governo dirà mai ad un sindaco di disobbedire ad una legge dello Stato. Come Governo non lo diremo perché l’abbiamo sostenuta e la portiamo avanti: se c’é qualche membro della maggioranza che si sente a disagio si deve ricordare che ne é membro e che questo dl l’ha votato, che il governo lo sta applicando, che lo sosteniamo». Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, commentando la decisione di qualche sindaco di non applicare alcune disposizioni contenute nel decreto Sicurezza, approvato dal Parlamento. «La protesta dei sindaci è una boutade politica. Se ci saranno dei ricorsi che in via incidentale andranno alla Corte Costituzionale e sarà la Corte a giudicarli», ha concluso.

Lasciando stare tutto il resto, limitiamoci al virgolettato. Di Maio non sembra sapere bene cosa vuol dire boutade. Ecco i vari significati della parola, stando alla Treccani. “1. Battuta di spirito, osservazione arguta, in cui la spontaneità e l’immediatezza si uniscono a una punta di paradosso. 2. Ghiribizzo, capriccio. 3. Nel sec. 18°, improvvisazione di danze o fantasie e simili”. Esclusa la terza accezione, le altre due richiamano l’idea di scherzo, trovata spiritosa. Lungi da noi la volontà di prendere troppo sul serio le rimostranze di Orlando e De Magistris. E chiaramente Di Maio può avere interesse a travestire da scherzo quella che è una ribellione sediziosa sia pure gonfiata ad arte. Esiste in francese una espressione che ammette l’esistenza di una prova sperimentale che ha una sua logica (niente paradossi, niente capricci) e serve a uno scopo preciso. Ballon d’essai: in origine  palloncino che, lanciato in aria prima dell’ascensione di una mongolfiera, segnalava la direzione del vento. Orlando e De Magistris hanno lanciato un ballon d’essai e l’esperimento ha funzionato, in una certa misura. L’autorità del governo è stata messa alla prova. Altri amministratori locali si sono mossi. Altro che boutade, scherzo volubile.
La frase successiva è malamente sconnessa. La congiunzione “e” confonde le piste. Di Maio poteva dire: “Se ci saranno dei ricorsi che in via incidentale andranno alla Corte Costituzionale, sarà la Corte a giudicarli». Una espressione limpida dovrebbe essere alla portata di tutti. Di Maio non rappresenta al meglio “tutti”. Il ministro maneggia male l’italiano. Non è una novità, certo, ma il fatto non cessa di stupire.

https://www.agoravox.it/La-boutade-del-magistrato-politico.html
Articolo del 4 settembre 2018. Qui l’uso della parola boutade ha un senso.

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