Evasione con idillio

Georges Simenon, Il morto di Maigret (1948), trad. Ida Sassi, Adelphi, Milano 2000

… [Maigret] diede al tassista il suo indirizzo di casa [boulevard Richard-Lenoir], “ma qualche minuto dopo picchiò sul vetro.
‘Segua la Senna per favore. Direzione Corbeil’.
Vide sorgere il sole. Vide i primi pescatori sistemarsi sugli argini del fiume, da cui saliva una nebbia leggera. Vide le prime chiatte disporsi in fila davanti alle chiuse e il fumo che cominciava a salire dalle case nel cielo di madreperla.
‘Ci dovrebbe essere un albergo da qualche parte, un po’ più a monte’ disse appena ebbero passato Corbeil.
Lo trovarono. Sulla riva della Senna c’era una terrazza ombreggiata dagli alberi, e tutt’intorno alla casa un pergolato che la domenica doveva dar riparo a una folla di gitanti. Il padrone, un tipo dai lunghi baffi rossi, stava svuotando una barca, e sul pontile erano stese delle reti da pesca.
Dopo la notte che aveva appena passato, era piacevole camminare sull’erba bagnata di rugiada, sentire l’odore della terra e dei ceppi che bruciavano nel camino, vedere la cameriera ancora spettinata che andava su e giù per la cucina.
‘Si può avere un po’ di caffè?’
‘Fra pochi minuti. Veramente non sarebbe ancora aperto’.
‘La vostra cliente si alza presto al mattino?’.
‘E’ già un po’ che cammina su e giù nella sua stanza’.
Si sentivano infatti dei passi sopra il soffitto dalle grosse travi a vista.
‘Sto facendo il caffè per lei’.
‘Prepari la tavola per due, per favore’.
‘Lei è un suo amico?’
‘Certamente. Altrimenti non glielo chiederei’.
E lo divenne infatti. Quando Maigret si presentò qualificandosi, la donna sembrò un po’ intimorita, ma lui le disse gentilmente:
‘Le spiace se facciamo colazione insieme?’.
C’erano due tazze di robusta porcellana sulla tovaglia a quadretti rossi, davanti alla finestra. Il caffè fumava. Il burro aveva un gusto di nocciola.
Lei era strabica, certo, terribilmente strabica. Lo sapeva,e se si accorgeva di essere fissata si turbava, si vergognava, cercava di spiegare:
‘ A diciassette anni mia madre mi ha fatto operare perché l’occhio sinistro guardava in dentro. Dopo l’operazione, guardava in fuori. Il chirurgo mi ha proposto di operarmi di nuovo, gratis, ma io ho rifiutato’.
Dopo qualche minuto lo si notava appena. Ed era possibile trovarla quasi graziosa”.

°°°

“La stesura di “”Maigret et son mort””, apparso in Francia nel 1948, risale al dicembre del 1947, quando Simenon viveva a Tucson, Arizona. E forse solo l’esilio poteva ispirargli un’inchiesta così nostalgica, in cui la topografia parigina ha la nitidezza ossessiva del ricordo. Perché se Maigret per nulla al mondo abbandonerebbe l’amato boulevard Richard Lenoir (la sola idea di “”cambiare orizzonte”” lo atterrisce), il “”petit Albert””, il suo morto, non è diverso da lui. Braccato e in pericolo di vita, cerca rifugio nel suo quartiere, tracciando con i suoi frenetici spostamenti fra l’Hotel de Ville, la Bastille e il faubourg Saint-Denis una mappa dell’angoscia che è insieme un’estrema dichiarazione di appartenenza.” (presentazione editoriale)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...