Fusaro allo sbando

Aldo Grasso, Il turbofilosofo e la danza del ventre
Corriere della Sera,  11 agosto 2019

Punti di vista: l’etica è l’estetica vista da Ovest. Molto attivo sui social e in tv, Diego Fusaro ha voluto commentare l’esibizione di Matteo Salvini al Papeete Beach di Milano Marittima, per l’occasione ribattezzato Viminale Beach (ultimo intervento istituzionale, prima della crisi!). Ecco il suo pensiero: «La vicenda del Papeete fa pena, è vero. Peccato, però, che molti dei critici siano gli stessi che si esibiscono baldanzosi ai gay pride tra pailettes, fondoschiena ignudi, parrucconi fucsia, travestimenti improbabili e seni scoperti. Il problema è il turbocapitalismo senza etica».

Un bel modo di ragionare, degno di uno studioso di filosofia, per giunta sovranista. Che un ministro usi una spiaggia per svolgere le sue funzioni istituzionali, che l’inno di Mameli venga usato come colonna sonora per la belly dance (danza del ventre, rigonfio), che la forma non sia più considerata sostanza, certo fa pena. Ma una pena infinitamente superiore farebbero coloro che si esibiscono ai gay pride e si permettono di criticare Salvini? E chi non partecipa ai gay pride? Anche loro sono figli del turbocapitalismo senza etica (o senza elica)?

A certe opinioni, il turbofilosofo Diego Fusaro ribatte eticamente solo con un’opinione ancora più grottesca.

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