Mi ricorderò di voi

Paolo Rumiz, la Repubblica, 27 marzo 2020

23 marzo
Stamattina ho appeso fuori dalla porta un foglio con su scritto: «Mi ricorderò di voi quando tutto sarà finito. Di voi che avete smantellato la sanità pubblica per finanziare centri di estetica e ora tuonate contro lo Stato perché mancano respiratori. Di voi farisei che, mentre pontificavate sulla vita, mettevate il profitto davanti alla vita stessa, e la difesa dei beni davanti a quella delle persone. Di voi, che ci avete coperto di veleni e lasciato desertificare l’Italia dei borghi; e di voi, volonterosi partigiani dell’economia del saccheggio, dello scarto e dello spreco, che avete de-localizzato in Asia e tolto lavoro alla nostra gente. E di voi, che avete coperto tutto questo, facendoci credere che il problema fossero gli immigrati, quando siete stati i primi a chiamarli per ingrassarvi il culo. E soprattutto di voi, ultra-liberisti da talk show, che avete smantellato cultura e senso del dovere, obbligandoci a gestire questa emergenza più con la polizia che con l’educazione civica. E infine di voi, che anche ora, nel momento estremo, seminate zizzania e bugie per coprire di fango chi senza clamore si spende per soccorrere gli ultimi».
Scritto d’impeto, dopo avere letto un report agghiacciante sulle responsabilità dell’ecatombe a Bergamo, epicentro dell’infezione, con centinaia di morti al giorno. Ho due figli lontani, ciascuno con un nipotino. Uno nelle Langhe in Piemonte, l’altro in Svizzera. Il primo non è mai stato così contento di vivere in campagna. «Fino a ieri gli amici mi chiedevano: “ma come fai a vivere lì senza nemmeno un cinema?” e oggi sono io che chiedo loro come fanno a vivere in città, senza la natura accanto». Michele sa che, con una creatura di quattro anni, avere del verde dove sgambare è impagabile. Ora ci sentiamo più di prima, via Skype o Whatsapp. Stasera, su un tavolo pieno di tessere di legno colorato e bandierine, eccomi in collegamento video a spiegare al piccolo, affamato di storia, come Annibale ha battuto i Romani in battaglia, arretrando. Mi guarda, affascinato. Ma il “clou” della giornata è al mattino, quando lui è ancora a letto e al nonno —che per l’occasione indossa turbante e mantello — tocca il racconto della fiaba. Storie italiane mirabilmente asciutte, raccolte da Calvino. Mostri, metamorfosi, incantesimi. Un mondo antico che non ha ancora dimenticato che a governarci sono spesso forze misteriose, complesse e sconosciute.

41 pensieri su “Mi ricorderò di voi

  1. Io abito a Muggia provincia di Trieste e abito in campagna. So cosa vuol dire andar fuori e fare la vita di sempre. Ora mio marito ed io potiamo gli olivi. I nipotini giocano sono due maschietti e naturalmente giocano a spararsi. Grazie a Rumiz che ci ha scritto quello che pensiamo

  2. Che articolo brutto. Bastava non fare nulla e le cose si sarebbero risolte da sole.
    Io invece ce l’ho con i medici, con chi ha consigliato i politici di fare tutto questo casino.

  3. sacrosanta indignazione. A questo modello economico e sociale bisogna riuscire a contrapporne uno diverso, in cui lo sperpero del tempo e dei beni sia sostituito con un impegno per la crescita individuale, in termini di costruzione della personalità, sicurezza emotiva, consapevolezza di sé e degli altri, sviluppo della creatività. Abbagliati dalla cascata dei prodotti effimeri della ricerca tecnologica e dal fantasma della ricchezza, gli uomini si inaridiscono e si chiudono in difesa di interessi egoistici. Io credo nel valore irrinunciabile della libertà, ma anche nelle potenzialitá della cultura e nella possibilità di elevare un discorso di speranza.

  4. Fa sognare un nonno col turbante che incanta i nipotini elargendo cultura.
    Allora esistono ancora, non se ne legge solo nei racconti.
    Mi sarebbe piaciuto avere dei nonni così.
    Non burberi, assenti o semplicemente lontani (e senza skype o whatapp).
    Grazie per questa finestra su un mondo prezioso.
    Borbottare è sempre facile ma porta a poco.
    Proporre modelli positivi ci aiuta a migliorare.

  5. Nel mondo, nonostante le catastrofi, ha un suo equilibrio, così la natura ed il mondo animale, noi genere umano lo inseguiamo questo equilibrio, ma siamo così avidi e stupidi che crediamo di essere onnipotenti, il potere, il denaro,la crudeltà ha sempre contraddistinto l’uomo che ha saputo schiavizzare e maltrattare i suoi simili in tutti i periodi della storia. Nonostante tutto un po’ alla volta ci siamo un po’ evoluti ma non abbastanza per non permettere una gestione del mondo così assurda. Davanti al profitto ci dovrebbe essere sempre un senso di vera responsabilità, questo non riguarda solo i grandi che ci governano o ci dominano ma anche ognuno di noi. In questo bruttissimo momento si vedono tutte le cose con altri occhi e forse è più facile capire i nostri sbagli ma la strada per un’evoluzione, per un equilibrio del nostro genere umano è ancora molta da fare. Speriamo intanto di aver iniziato il nuovo cammino. Grazie Paolo Rumiz ti stimo molto

  6. Se puoi permetterti di contattare il tuo nipotino con WhatsApp e Skype, forse lo devi anche a chi non ha potuto permettersi di abbandonare città e posti di lavoro li ubicati. I cittadini che vivono nelle squallide periferie dei grossi centri e che hanno contribuito allo sviluppo di questa pur criticabile società, stanno oggi pagando un tributo altissimo, dopo medici, infermieri, personale sanitario tutto, addetti ai servizi e forze dell’ordine, con il loro distanziamento sociale, per cercare di fermare la diffusione della pandemia. Non è facile credimi stare reclusi in quattro persone in sessanta metri quadri a trenta metri di altezza, non avendo la possibilità economica di trasferirsi nelle meravigliose Langhe. Un saluto cordiale.

    1. D’accordo con la signora Giuseppina.
      E non tutti i genitori hanno nonni che raccontano ai nipoti le gesta di Annibale o genitori che raccontano fiabe. La maggior parte hanno genitori anziani da accudire e magari malati. Pertanto un po’ di silenzio andrebbe anche fatto……

      1. Che c’entra? è l’unica obiezione ..pelosa ..che sai fare?.non ci posso credere. Silenzio di ..che .hai ladri da proteggere,?

    2. Questa è realtà caro Rumiz. E’ facile essere vicini al popolo a parole quando vivi nell’agiatezza e la “cultura” è privilegio per pochi. Belle parole Rumiz, d’altronde è il tuo mestiere, ma di nonni con turbante e mantello ce ne sono ben pochi in sessanta metri quadri!!! Quanta superficialità nel lodare questi pennivendoli cara Giuseppina, vivono in un altro mondo ma a parole sono vicini alla gente, a parole….

      1. Questo è un commento che fa schifo
        ..e niente siamo italiani.. povera italia
        Grazie Paolo Rumiz

    3. Giuseppina, le giunga un simbolico abbraccio per la Sua sacrosanta, precisa e fulminante risposta ad un Rumiz superbo e borioso!

      1. Non possiamo non dirci italiani, non possiamo non dirci cristiani, non possiamo non dirci, chi piu’ chi meno, colpevoli!

  7. Lo stile alla Giovenale è sempre di moda. Ha ispirato persino Dante nelle sue invettive.. Siamo un paese che ama la retorica…

  8. Buona sera, scusi solo per precisare nessun centro estetico è stato finanziato con i soldi pubblici e tanto meno sono stati fatti tagli alla sanità per farlo
    Ci finanziano casomai le Banche dove pachiamo cospicui interessi!!!

    Credo che ci sia un errore di forma nel suo articolo lei si riferisce ai centri medici privati che praticano medicina estetica e sono convenzionati loro si che le hanno le sovvenzioni statali!!!!

    1. Sì, sono anch’io sicura, che l ‘autore di questa sacrosanta invettiva contro una parte dei mali del nostro faticoso Paese, si riferisca ai centri privati di medicina estetica.

  9. Caro Rumiz condivido l’amarezza ma non riesco ad assolvermi per comportamenti socialmente demenziali subiti o partecipati per scarsa consapevolezza. Non credo che l’Umanità migliorerà dopo la pandemia: dovremo essere noi a riflettere e cambiare il modo di vivere consumando il mondo vegetale, animale e noi stessi.

  10. Bellissimo quanto scritto da Rumiz! Anche io ho il cuore colmo di rabbia e di tristezza. Continuo a dirmi che tutto passerà e saremo migliori. Ma un momento dopo temo che non sarà così perché c’è tanta cattiveria, nessun senso civico, nessuna solidarietà. Continuano a girare notizie false che ci mettono ancora più ansia e ci spingono a cercare la veridicità delle stesse. Come è possibile che siamo arrivati a vivere così male credendo invece di stare al massimo?Ne abbiamo colpa un po’ tutti. Quale può essere la soluzione per rimediare? Voglio mantenere un po’ di ottimismo e sperare che saremo in molti a riflettere!

  11. MI RICORDERO’ DI VOI E DOVETE RICORDARVELO TUTTI QUANDO SARA’ IL MOMENTO DI TUTTI I DENARI PER FINANZIARE LE SPESE MILITARI PERFETTAMENTE INUTILI,PER GLI F16,PER LE IMPRESE FARMACEUTICHE ,CHE IMPOSTANO LA SANITA’ SUL GUADAGNO E NON PER LA SALUTE SUL CLERO CHE E LA CHIASA CHE NASCONDE DIETRO LA CARITA’ E LA MISERICORDIA LA SUA AFFAMATA SETE DI POTERE.

  12. Bellissimo… Mi ricorderò di questo che sta avvenendo oggi, per scrivere la parola mai più. Se oggi sono a casa e prego perché Dio che tutto può, fermi la Pandemia lo devo agli orrori che abbiamo commesso nel nostro tempo. Le nostre agende piene di non sense, le nostre dispense piene di superfluo, i nostri pensieri, preoccupazioni e progetti tesi a cose vane, inutili. Scopriamo oggi l’essenziale, i nostri affetti, le nostre radici, i nostri virgulti che saranno il futuro su un fronte combattuto da camici bianchi. Sono Un’infermiera, oggi mi danno rispetto,la nostra professione è questa, fa rima con cameriera, siamo al servizio dell’altro. Mai più a un mondo di letame, di spazzatura mediatica, di delocalizzazione e di consumi, dove i nostri giovani migrano. A me basta ciò che ho, non solo, mi sovrabbonda posso offrire il mio tempo, le mie cose.. Impariamo a condividere, invece che ad accapparrare. Se la sfida di Expo 2015 fosse stata davvero presa in considerazione, non saremmo qui. La sovrappopolazione del nostro pianeta è un tema discusso da anni, le risorse scarseggiano e se davvero qualcuno ha pensato che una Pandemia possa risolvere il problema, siamo alla Morte dell’uomo. Oggi occorre, ripensare, ricostruire e usando come un libro di istruzioni l’elogio della Felicità di Bertrand Russell, impariamo a farci bastare ciò che davvero serve, usiamo il nostro tempo per l’arte, le scienze, per la Musica, ammiriamo il cielo e la sua bellezza infinita, rispettiamo gli equilibri del nostro pianeta e se anche dovessi morire domani me ne andrei felice, perché ho vissuto.

    1. Condivido in pieno e l a ringrazio per la lucidità e, soprattutto, per la saggezza che emana dalla sua riflessione. Abbia cura si sé.

  13. …e allora come possiamo cercare e trovare la soluzione? Tornare all’innocenza, all’essenziale, alla serenità? Scegliendo chi ci deve governare, chi non ci offre carote per poi frustrarci, ma persone desiderose del nostro bene? Troppo tardi?
    Persino Pinocchio si è accorto delli’mbroglio del Paesedeibalocchi. E noi? Noi ci lasciamo intortare da discorsi che accarezzano i nostri peggiori istinti. Non siamo stati nemmeno capaci di dare piu’ fiducia ad un giovane che rinunciava a parte del suo stipendio e non aveva mai arraffato e che forse aveva capito quel che occorreva per migliorare.
    So che i miei pensieri non contano niente, che chi vorrebbe onesta’ non riuscira’ a cambiare le cose, che abbiamo lasciato avanzare troppe volpi che ci schiavizzano e ci prendono allegramente per il naso.
    Caro Paolo Rumiz, è tanto bello il suo grido accorato, vorrei che chi di dovere lo capisse e si ravvedesse. Ma se anche in questi frangenti c’è chi specula, divulga notizie false, anche solo per burla o per averne un profitto, come si fa a credere che si possa miglorare? Come si fa a sperare che i diavoli, che pure potrebbero essere preziosi con la loro determinazione e intelligenza, si convertano in angeli?
    Un abbraccio e, nonostante tutto, speriamo in bene. Licia

    1. Ti ringrazio per le parole di tuo figlio che ci hanno commosso e consolato. Complimenti alla sua mamma e al suo papà. Elisabetta

  14. Grazie, grazie da una moglie in ansia con marito anestesista rianimatore che dopo tre settimane di intenso lavoro se l’è beccata ed è ricoverato con polmonite Covid.

    1. Pensavo che le parole di Rumiz avessero il senso di una protesta contro il destino o contro una umanità malefica. Mi sembra che invece abbiano assunto anche un altro significato: quello di un richiamo alla solidarietà di fronte alla comune disgrazia. Grazie di cuore per il messaggio e per il racconto di un’esperienza terribile.

    2. Che dire? Avete scritto e detto anche la mia rabbia e la mia tristezza, ma passa il tempo e quei talk show che hanno smantellato la cultura e il senso critico sono diventati scuola di ipocrisia.
      Cristiana a te un pensiero, solo quello purtroppo

      1. Mi chiedo perché con padri così andiamo a sceglierci sempre i peggiori. Grazie Rumiz, sempre un maestro , un uomo prezioso. Mi aiuta a credere nell’energia che possiamo ancora tirar fuori, ti amo terra!

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