SUPER MERCATO

Come Amazon e i suoi simili divorano l’economia

 di Pietro Terna *

Shoshana Zuboff, professoressa emerita alla Harvard Business School e autrice del ben noto “Il capitalismo della sorveglianza”, ha recentemente pubblicato (gennaio 2021) l’articolo[1] “The Coup We Are Not Talking About”. Il titolo è ben interpretato dall’Internazionale del 9/15 aprile con “Colpo di stato digitale”. Zuboff ha una certa tendenza all’enfasi, ma in ogni caso è uscita sul New York Times, non sul Manifesto.

L’allarme è lanciato verso lo strapotere delle grandi corporation tecnologiche. Non è una questione di secondo momento, perché siamo ora più dipendenti da internet di quanto la società del passato lo fosse dal petrolio. Una delle maggiori dipendenze è verso Amazon che, per molti, è l’internet, insieme a Facebook. Quanti, quando cercano un libro o un oggetto, prima di tutto consultano Amazon e solo nei rari casi di insuccesso provano altre strade? Eppure di venditori di libri e di infiniti altri oggetti ce ne sono ancora molti, alcuni un po’ inaccessibili con la pandemia, ma anche molti online e ben forniti. Proviamo a esercitare l’arte della scelta, senza farci ossessionare dall’esigenza di ricevere l’acquisto domattina …

Esagero, come Zuboff, nell’essere prevenuto verso Amazon? Esaminiamo qualche dato. Amazon ha assunto più di 400mila dipendenti negli ultimi 12 mesi. Ha ora quasi 1,3 milioni di dipendenti; una capitalizzazione di mercato di 1,5 trilioni di dollari; ricavi per 386 miliardi di dollari nel 2020 (280 nel 2019); 21,3 miliardi di profitti nel 2020 (11,6 nel 2019).

Un colosso in un mondo complesso e pieno di fragilità qual è quello del commercio, con tanti negozi che spariscono, e non solo durante la pandemia, e con le grandi superfici di vendita che si alternano tra storie di successo e fallimenti; addirittura, con sparizioni improvvise. Di colossi del commercio ce ne sono almeno tre: Amazon, Walmart (il più grande, ma non tanto nell’online) e Alibaba. Quello che vediamo più da vicino in Europa è Amazon.

Preoccupano gli attori economici che diventano così grandi da generare gravissimi rischi per la collettività con la loro azione: dovremmo avere imparato qualche cosa dalla crisi del 2008! Amazon e i suoi simili, Alibaba e Walmart, sono delle isole economiche nell’economia; isole dove valgono rapporti di forza diversi da quelli del mondo ordinario, anche nel campo del lavoro; isole non solo commerciali, ma mondi produttivi a sé, dall’attività industriale ai trasporti, con concentrazioni che la teoria economica indica come pericoli e che diventano minacce per la democrazia.

Le autorità antitrust, a caccia di chi fa accordi per alzare i prezzi, hanno sino ad ora ignorato tutta la vicenda. Solo recentemente il Congresso degli Stati Uniti e l’Unione europea hanno iniziato lunghissime istruttorie. La Cina ha multato Alibaba per monopolio, con l’equivalente di 2,8 miliardi di dollari, ma rischiamo di essere bruscolini …

Il vero potere l’abbiamo noi che acquistiamo, generando quei 386 miliardi di dollari di ricavi di cui si scriveva prima: usiamolo!

[1] https://www.nytimes.com/2021/01/29/opinion/sunday/facebook-surveillance-society-technology.html.

  • * Pietro Terna è un economista, già professore ordinario di Economia a Torino- https://terna.to.it

Un pensiero su “SUPER MERCATO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.