Se Fedez prende la parola

Carlo Bongiovanni

Radical scic di sinistra non apprezzano il gesto di Fedez. Uomini e donne di apparato della sinistra trovano fastidioso l`intervento di Fedez. Intellettuali o considerati tali a sinistra, sbuffano a leggere i commenti sul discorso di Fedez. Alcune donne ed alcuni uomini sono preoccupati del fatto di essere stati “scavalcati a sinistra“ da Fedez. Chissà cosa pensano le decine e decine di migliaia di persone a cui è arrivato il messaggio di Fedez? Nessun esponente di sinistra sarebbe riuscito a raggiungere una platea cosi vasta. Fedez ha detto cose condivisibili da alcuni milioni di persone, mi sembra abbia fatto bene in questo mondo di “ nani e ballerine“. Tutto li.

Concita De Gregorio, Da gay e ius soli alla cannabis artisti all’attacco più dei politici L’anomalia non è che un cantante dica certe cose ma che arrivi a quei giovani cui la sinistra non sa parlare, la Repubblica, 3 maggio 2021

… Il Re è nudo. Lo sapevano tutti anche prima ma ora Fedez, una superstar conosciuta nel mondo non solo ma anche in virtù della popolarità di sua moglie (non si offenderà, spero. È bello che per una volta sia ambiguo persino l’abituale ordine naturale delle cose), ora che Fedez lo ha detto chiaro. «Posso fare cose che per me sono opportune anche se per voi sono inopportune?». La domanda sulla censura apre campi sconfinati. Non viviamo in una dittatura, la parola è libera. Il palco del Primo Maggio, per giunta, è per tradizione il luogo dove la parola è più libera che mai: non è ancora la rivoluzione ma non è neppure una cena di gala del Rotary. Da sempre gli artisti si sono espressi, fra una canzone e l’altra, e meno male. Quindi cade l’obiezione: eri a casa d’altri, dovevi rispettare le regole. Quella è casa di tutti, è la tv pubblica. Quali sono le regole? Chiariamolo una buona volta. Dipende dalla piattaforma, dipende dal contesto – sento dire. Certo. Ma – prendo in prestito le parole di Ricky Gervais, comico britannico vincitore di sette Bafta, due Emmy, un Golden e parecchio altro: se la disputa è fra la tua opinione e un fatto, non esiste il contesto sbagliato per un fatto. Un fatto è un fatto – una dichiarazione di un politico è un fatto, nel caso di Fedez – e non c’è palco, “contesto”, sbagliato per un fatto. Poi: Fedez ha diffuso il contenuto di una telefonata privata senza che gli interlocutori sapessero che li stava registrando. Sì, ma lo ha fatto solo dopo che gli interlocutori – la Rai – avevano negato di aver operato una censura preventiva sui testi. Hanno mentito, in un pubblico comunicato. La diffusione del video si configura come smentita pubblica di un falso pubblico. Ora, tornando a Gervais, si potrebbe discutere del politically correct, il fascismo di matrice progressista per cui gli Aristogatti sono fuori dal catalogo Disney perché i gatti siamesi hanno caratteri “caricaturalmente orientali”, e altre idiozie. Walter Siti ha appena scritto un libro illuminante, è breve e si può persino leggere tutto prima di commentarne solo il titolo, che è: Contro l’impegno . In quella che Guia Soncini chiama l’Era della Suscettibilità il nuovo mantra è «chiedi scusa », e così persino Pio e Amedeo, comici foggiani, su Canale 5, hanno fatto il record di ascolti dicendo prima cose “irricevibili” – secondo protocollo – su negri ricchioni ed ebrei e poi chiedendo scusa. La parola definitiva sul body shaming e altre definizioni inglesi per dire quel che non sta bene dire l’ha scritta Cecco Zalone, Luca Medici, col geniale video “La vacinada”, co-starring Helen Mirren, e fate silenzio. Sul perché siano i comici (e i cantanti, e gli influencer) a dire quel che nessun altro riesce a dire si dovrebbe scrivere la pagina più triste di questa storia. Consola ripetersi che è sempre stato così: dall’antica Roma. Preoccupa pensare ad altri comici che nel passato recente hanno iniziato col vaffanculo al potere e hanno finito come hanno finito. Di più la sinistra stenta a dire, pretendendo logiche conseguenze, poiché Di Maio è ministro degli Esteri e il partito del comico è al governo. C’è la pandemia. C’è il Recovery. Ok. Si può forse concludere che i comici al potere diventano comici di governo, e di Sistema. Oppure che ciascuno è quello che è, e lo era da prima solo che non si era capito bene. O anche che fare battaglie che conducono al proprio tornaconto non è esattamente rivoluzionario. L’estremismo di maggioranza punta al consenso, quello di minoranza ti taglia fuori: dove piove e fa freddo, ma almeno sei libero di dire. Fedez ha dalla sua il consenso, in partenza, ed è un fatto notevole che lo metta al servizio di una battaglia di civiltà. Non ha niente da temere, non deve essere rieletto, canta. La popolarità è più forte dell’opportunità, della convenienza. Il consenso vince, si sa. Ma il fatto è che il consenso si genera quando le tue ragioni sono autentiche, irriguardose, potenti. Il consenso si suscita, questo fanno i leader. Non si insegue. Una politica che ha paura di dispiacere i suoi elettori, e li insegue sulla base dei sondaggi, non va da nessuna parte. Un’informazione piegata al potere è sconfitta per definizione. La legge Zan, con tutti i suoi limiti, è un passo verso il mondo com’è. Che lo dica Fedez, che arriva dove la sinistra politica non arriva – ai ragazzi, a tutti là fuori – è una cosa bella e triste. Molto bella, e grazie. Molto triste, che peccato.

Un pensiero su “Se Fedez prende la parola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.